I luoghi più noir per Halloween a Roma

Roma nasconde molti angoli di mistero e di narrazione dell’occulto nell’intreccio dei mille vicoli del centro storico. Le architetture di chiese e palazzi che disegnano lo scenario della città eterna spesso celano un mix unico tra sacro e profano, e simboli di supertizione, occultismo, alchimia si rivelano all’occhio di chi vuole cercarne i segni.
Dove trovare atmosfere suggestive per festeggiare Halloween a Roma? Proviamo a raccontare alcune storie che alimentano il mistero a Roma e adindividuare i luoghi che ne furono teatro.

Halloween e Roma

Sono storie, leggende, a volte semplici suggestioni che perfettamente si adattano alle atmosfere di Halloween, anche a Roma e in Italia sempre più festeggiato anche da piccini e grandi. in molto in Italia sostengono che questa festa non sia italiana, ma un’imposizione della cultura anglosassone. Ma in realtà i romani, quelli antichi, furono piuttosto affascinati dalla festa di Samhain, quando conquistarono il popolo celtico.
Questa celebrazione segnava un momento intermedio tra la stagione del raccolto e quella del freddo, un passaggio in cui le persone si riunivano in una comunità condivisa con i morti. I Romani vi riconobbero punti in comune con il loro rito dei Paternalia, e lo accolsero facilmente tra le loro usanze, secondo lo schema comune dell’Impero che integrava continuamente le nuove divinità e tradizioni “conquistate”. In seguito la Chiesa lo trasformò nella celebrazione di Ognissanti (Halloween è una contrazione dello scozzese Allhallow’s-even, ovvero “Vigilia di Ognisanto”.

I Fantastmi di Roma, Beatrice Cenci e il Conte di Cagliostro

Beatrice Cenci in un ritratto di Luigi Calamatta

Con i suoi fantasmi Roma racconta le sue storie più ricche di sfumature tragiche e pregne di emozione.
La triste storia di Beatrice Cenci è molto nota e sentita a Roma, a Castelsant’Angelo si avverte la presenza del suo fantasma ogni 11 Settembre. Proprio e in quel luogo e in quel giorno del 1599, tante persone assistettero alla decapitazione della giovane donna, tra loro si trovava anche un giovane Caravaggio. Alla vigilia di un secolo, il ‘600, fatto di violenze, potere, ricchezza e vessazioni familiari nelle famiglie aristocratiche, l’esecuzione colpì come un presagio l’opinione pubblica e l’immaginazione dei romani e del grande pittore rinascimentale.


Beatrice Cenci faceva parte della nobile famiglia dei Cenci, caduca in rovina, e in questo tragico passaggio famigliare subì la violenza del padre Francesco. In accordo con la madre decise di uccidere Francesco e di gettarlo dalla finestra, mentre era ospite a Rocca Putrella della famiglia Colonna. Sperò ingenuamente nella pietà di quest’ultima, dell’ambiente aristocratico di Roma e del Papa, che la condannò alla decapitazione.
Una tragica vicenda di violenza subita e di vendetta, quindi, dove il dramma solitamente nascosto tra le mura delle grandi famiglie esce allo scoperto e si tinge di sangue.
Nel suo “Giuditta e Oloferne”, Caravaggio traspose con grande maestria nella violenza del taglio della gola operata da Giuditta su Oloferne, la violenza della decapitazione a cui tanti romani assistettero. Allo stesso tempo, nell’espressione di Giuditta si legge la rabbiosa vendetta con cui la stessa Beatrice uccise il padre. La suggestione in arte continua con un’altra grande pittrice rnascimentale, Artemisia Gentileschi, che conobbe Caravaggio e la sua opera da vicino, e che nel suo proprio “Giuditta e Oloferne” raccontò con la stessa intensità la violenza subita dal maestro pittore Agostino Tassi.

Nella Roma del ‘700 della Massoneria, dell’Alchimia e Stregonera, fortemente invise alla Chiesa, si inserisce la storia del Giuseppe Balsamo, Conte di Cagliostro e di sua moglie, la bella Lorenza Serafina Feliciani. Pare che si sentano i loro fantasmi inseguirsi tra le centralissime Via del Babbuino e Via della Margutta. Quale è la loro storia?
Cagliostro praticava l’alchimia e fondò una una propria loggia Massonica a cui aderirono membri dell’alta società, e attraverso la quale potè ottenere prestigio e denaro. Lorenza, conosciuta in una casa di piacere, continuò le sue arti seduttorie aiutando il marito ad accrescere la propria fama, almeno fino ad un certo punto. Forse trascurata dal marito, in seguito lo denunciò per maltrattamenti e sfruttamento, condannandolo all’arresto e reclusione a Castel Sant’Angelo. Iinterrogati a lungo più per la massoneria che per le vessazioni verso la donna, il procedimento vide la bella Lorenza assolta per le complicità e il Conte recluso a vita a fronte di un’abiura che gli evitò il patibolo. Cagliostro passò il resto dei suoi giorni chiuso nella fortezza di San Leo nell’Appennino tosco romagnolo, dove morì 4 anni dopo la condanna. Lorenza, pentita per il tradimento, lo pianse chiusa in convento.
Il fantasma di Lorenza è ossessionato dal rimosro, mentre il Conte di Cagliosto la insegue deridendola.

Massoneria e Alchimia a Roma

oma, con la sua storia millenaria, è stata non solo un faro di potere politico e spirituale, ma anche un crocevia per l’esoterismo, dove le antiche pratiche di alchimia e i misteri della massoneria si sono intrecciati.
Le strade sinuose di Roma nascondono storie di alchimisti che cercavano la pietra filosofale, il leggendario elisir della vita eterna, o la trasmutazione dei metalli in oro. Nelle ombre di antiche biblioteche e monasteri, hanno lavorato incantatori e alchimisti, cercando di decifrare i segreti nascosti dell’universo.
Ma non sono soltanto le mura di Roma a custodire questi misteri. La massoneria, con i suoi riti segreti e simboli enigmatici, ha trovato un rifugio silenzioso in questa città. Le logge massoniche di Roma sono state centri di conoscenza e illuminazione, dove i membri hanno condiviso segreti filosofici e promosso ideali di fratellanza e saggezza.
Oggi, mentre passeggi per le piazze storiche e le strade lastricate di Roma, sappi che sotto la superficie di questa città c’è un mondo di mistero e ricerca spirituale che attende di essere scoperto.