Il Golfo dei Poeti, tra ispirazione e avventura di mare

La Baia della Spezia è detta il Golfo dei Poeti. Un’insentura profonda, dove si affacciano oltre al capoluogo ligure diversi borghi marinari noti per la loro atmosfera poetica. Adatto a chi cerca ispirazione o un po’ di romanticismo per due, l’insenatura sulla costa del Levante ligure offre anche tante possibilità di avventura e divertimento, non solo in mare.

Chi sorvola in aereo il Golfo dei Poeti lo nota già, e fantastica di certo su quell’insenatura profonda sulla costa ligure, in odor di Toscana, sul risvolto montagnoso dello stivale. La sua costa frastagliata, l’inizio della più rotta tra Lerici e Turbia, come la definiva Dante, è punteggiata dalle isole del suo arcipelago, quasi un vezzoso gesto di saluto verso il mare di quell’arco di terra.

Il Golfo dei Poeti visto dalla località Serra

Ecco che già a pensarne diventiamo po’ poetici, chiamiamo in causa i poeti più importanti, ci sentiamo ispirati. E così deve essere stato per i tanti poeti che, sin dai tempi più antichi, hanno scelto il Golfo della Spezia per cercare il contatto con la natura ancora oggi dominante e potente, navigando, camminando, nuotando le sue coste, abitandone i borghi che con quella natura si mescolano senza soluzione di continuità. Perché il Golfo dei Poeti è certamente ispirazione dei pensieri e delle parole ma anche delle azioni, della necessità di mettersi in moto per sentirsi addosso la sua bellezza.

La caletta è uno dei punti più belli del Golfo dei Poeti Ph. Matteo Bertotto

Perché si chiama Golfo dei Poeti?

Paolo Mantegazza era uno scienziato e uno scrittore molto noto a cavallo tra l’800 e il ‘900. Fisiologo, patologo, igienista, neurologo, antropologo e romanziere italiano, fu tra i primi divulgatori delle teorie darwiniane in Italia e, per un periodo, deputato del Regno (a lui si deve la definizione del Parlamento: “Il più alto laboratorio di forze disperse. Qui abbiamo la più alta perfezione di un meccanismo al rovescio, dove cioè quasi tutte le forze si trasformano in attriti“). Il suo romanzo L’anno 3000, il sogno lo pone tra i precursori della scrittura fantascientifica in Italia.
Mantegazza elesse San Terenzo, borgo del Golfo di Spezia, come residenza, e vi morì nel 1910. A leggere la sua orazione funebre fu Sam Benelli, commediografo che a San Terenzo si trovava per scrivere la sua Cena delle Beffe. Tra le parole di commiato disse:

Beato te, o Poeta della scienza, che riposi in pace nel Golfo dei Poeti.
Beati voi, abitatori di questo Golfo, che avete trovato un uomo che accoglierà degnamente le ombre dei grandi visitatori.

Sem Benelli

I borghi del Golfo dei Poeti

Sul Golfo dei Poeti si affacciano e molti borghi, molti dei quali sono fondamentali per raccontare la storia di questo territorio e del carattere della sua popolazione. Da est a ovest, si trovano le località principali nel seguente ordine:
Tellaro
Lerici
San Terenzo
La Spezia
Marola
Fezzano
Cadimare
Le Grazie
Portovenere
Intorno a queste, una costellazione di piccoli paesi che si affacciano sul mare dai colli che circondano il Golfo e dalle località marine nascoste negli anfratti della costa.
Durante il Palio del Golfo, le borgate storiche si contendono la vittoria di una sentitissima gara remiera, che trae le sue origini dalla competizione dei locali miticoltori per raggiungere per primi il mercato del pesce della Spezia, e stabilire i prezzi del pescato.

I Poeti del Golfo

Ma perché Sem Benelli chiamo così la baia di Spezia? Doveva aver notato, e faceva notare con questa fortunata definizione, che furono davvero tanti i poeti che passarono da questo golfo. Molti pensano che il primo sia stato Dante, ma non è così.
In epoca romana, quando questo tratto di costa ligure era già popolata da importanti ville patrizie (abbiamo testimonianza di quelle sui due lati opposti del Golfo, al Varignano e a Montemarcello) vi abitò il poeta Aulo Persio Flacco, che in una delle sue Satire recita:

Per me vi sono ora i tepori della ligure spiaggia e l’inverno del mio mare, dove gli scogli formano un ampio fianco e il lido si inarca in un profondo seno. Venite a visitare il Porto di Luni, o cittadini, ne vale la pena. A ciò esorta il cuore di Ennio.

Aulo Persio Flacco

Probabilmente però il poeta Ennio, che nel 204 passava di qui in nave, si riferiva a Luni.
Il sommo poeta Dante fu ospite della famiglia Malaspina di Lunigiana in più riprese, e la sua tappa come ospite al Castello di Castelnuovo è una delle poche certe del percorso dell’esule. È certificata dalla Pace di Castelnuovo del 1306, e la sua ispirazione dalle famose parole che descrivono la costa ligure.

Ma furono i poeti romantici inglesi a iniziare un vero via-vai di scrittori e poeti nel Golfo, facendone una tappa imperdibile del loro famoso Gran Tour nell’800. Notoriamente George Sand, Lord ByronPercy Bysshe Shelley e sua moglie Mary Shelley vi abitaroo a lungo. Vi passarono Charles Dickens, Henry James,Virginia Woolf e David Herbert Lawrence. Gli italiani Giosuè Carducci, Gabriele D’Annunzio e poi Filippo Tommaso Marinetti, che del Golfo era talmente innamorato da scrivere L’aeropomea del Golfo (che però fu fischiato al debutto nel teatro civico di Spezia). Mario Soldati, Pier Paolo Pasolini furono altri estimatori, e come non ricordare le parole di Eugenio Montale, ligure di nascita, che così descrisse Portovenere:

Là fuoriesce il tritone
dai flutti che lambiscono
le soglie d’un cristiano
tempio,ed ogni ora prossima
è antica. Ogni dubbiezza
si conduce per mano
come una fanciulla amica.
Là non è chi si guardi
o stia di sé in ascolto.
Quivi sei alle origini
e decidere è stolto:
ripartirai più tardi
per assumere un volto.

Eugenio Montale, Portovenere

Tanti anche i poeti dell’arte visiva, il pittore macchiaiolo Telemaco Signorini immortalò La Spezia e le Cinque Terre in alcuni celebri dipinti, e il paesaggista inglese William Turner e lo svizzero Arnold Böcklin solo per citarne alcuni.

I posti dei Poeti, un percorso

Se volessimo disegnare un itinerario per seguire le orme dei poeti, verrebbe forse un po’ romantico. Se avete la fortuna di camminare mano nella mano con un romanticone, o se volete impressionare qualcuno con citazioni e foto social, certamente si potrebbe facilmente partire da Portovenere.

Portovenere e la grotta Byron

L’unicità di Portovenere non sfuggiva ai poeti romantici, innamorati della drammaticità della natura tra mare e alta costa rocciosa. George Sand diceva :

Il mare è un dipinto che cambia colore e umore ogni minuto, giorno e notte. Ci sono profondità qui piene di un clangore la cui spaventosa varietà è difficile da immaginare“. Un sogno romantico.

Uno dei luoghi più caratteristici del Golfo dei Poeti è una spettacolare cavità naturale che si trova oltre la punta di Porto Venere, e vi si arriva da un suggestivo varco in pietra sulla scalinata per raggiungere San Pietro. Si chiama, guarda un po’, Grotta Byron. Pare che il poeta Lord fosse un gran nuotatore, e secondo la leggenda da qui si tuffasse per raggiungere a bracciate Lerici, forse per prendere un thè con gli amici Percey Bysshe e Mary Shelley che vivevano a San Terenzo, dalla parte opposta del Golfo!

Lerici, San Terenzo e Fiascherino

Lerici, con una splendida vista sul Golfo, regala numerosi spunti e ricorsi poetici, come ci ricorda la passeggiata che unisce i lughi letterari sul lungo mare.
San Terenzo ospitò Percy e Mary Shelley, idoli di generazioni di romantici, con il figlio Percy Florence, gli amici Jane ed Edward Williams vissero da aprile a settembre 1822 a Villa Magni, la casa bianca decorata con archi affacciata sul mare. E per arrivare a San Terenzo via mare con una goletta, Shelley morì annegato. Lo scrittore inglese David H. Lawrence, autore di Lady Chatterley, visse nella bella baia di Fiascherino dal 1913 al 1914 con la compagna dai capelli rossi Frieda, sorella del Barone Rosso, mitico aviatore tedesco. Henry James, scrittore americano che ha trascorso gran parte della sua vita in Inghilterra, scrisse qui parte delle sue “Ore italiane”.

Tellaro

Nel borgo di Tellaro la poesia è di casa, tutte le immagini ce lo ricordano, e anche Eugenio Montale, che nella sua “Verso Tellaro” scriveva

…cupole di fogliame da cui sprizza
una polifonia di limoni e di arance
e il velo evanescente di una spuma,
di una cipria di mare che nessun piede
d’uomo ha toccato o sembra, ma purtroppo
il treno accelera…

Tellaro, all’estremità orientale del Golfo dei Poeti

Cosa fare nel Golfo dei Poeti

Il Golfo dei Poeti non è solo sognante sguardo all’orizzonte, fantasticare del grande passato, malinconico sogno innamorato. La natura del mare spezzino e la sua costa sono appassionanti perché trascinano dentro la bellezza per viverla attivamente.
Consigliamo di vivere il Golfo dei Poeti dal mare, per abbracciarlo con lo sguardo. Un giro in barca, oppure in kayak, e magari all’ora del tramonto, permette di coglierne le sfumature più incantate, romantiche e ispirate, proprio come dovette essere per i poeti del passato.

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