La Lunigiana, tra castelli e leggende

Una costellazione di borghi e villaggi caratterizza tutto il territorio della Lunigiana, circondata da un’aura di leggenda e mistero.
Anche la storia d’Italia è più volte passata dalla Lunigiana, tracciando le importanti vie di comunicazione che la attraversano, unendo il nord Italia con il mare. Toccata dalla Via Francigena, è tutt’oggi importante punto di contatto dell’entroterra tra Liguria e Toscana, qui entrambe protese verso l’Emilia. Ed è in Lunigiana che si avverte l’atmosfera di una terra di mezzo che congiunge tradizioni diverse in un unicum di grande fascino.

Vista aerea di Fosdinovo, ph. Giovanni di Dio
Vista aerea di Fosdinovo, ph. Giovanni di Dio

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La Lunigiana è una regione storica (non tracciata da alcuna mappa politica) su cui i locali stessi non sempre concordano per quanto riguarda i suoi confini. Si può dare una definizione storica di questo territorio disegnandolo tra i borghi medievali controllati, in epoca medievale, dai marchesi Malaspina, importanti feudatari di origine toscana (discendenti degli Obertenghi). Tra questi si trovano Aulla, Fosdinovo, Pontremoli, Fivizzano, Zeri e Podenzana e tante altre località minori (14 sono i comuni), tutte caratterizzate dalla presenza di un importante castello, dalle costruzioni in pietra conservate religiosamente, dal contesto collinare, a volte montano, dai boschi incontaminati e da un ritmo di vita ancora lento e tranquillo.

Tuttavia questa definizione lascia fuori il diretto accesso al mare, strategico per lo sviluppo di questa regione, e di importanti punti di riferimento come la città romana di Luni antica, che pure alla Lunigiana dà il nome. La città di Sarzana, difficilmente annoverata tra le città della Lunigiana, nella sua “Porta Parma” segna l’inizio della via Cisa, che attraversa la Lunigiana in tutta la sua lunghezza.

Dal punto di vista geografico, forse ciò che unisce davvero la Lunigiana sono proprio le vie di comunicazione che ne hanno determinato l’importanza in epoca medievale. La Magra è il fiume che, come tutti i fiumi, tradizionalmente favorisce i contatti tra i centri abitati, le contaminazioni della lingua, gli usi. Scorre al fondo della valle, ha le sue sorgenti nel territorio di Pontremoli, sgorgando al mare a Bocca di Magra, proprio a pochi chilometri da Sarzana e Luni, e alimentandosi con gli innumerevoli rivoli che scorrono in tutti i borghi della Lunigiana.

La Lunigiana, le origini e la storia

La Lunigiana racchiude le testimonianze più antiche e continue di tutto questo composito territorio, con ritrovamenti risalenti al paleolitico e neolitico che evidenziano la presenza di popolazioni provenienti dal nord ovest della penisola. Le Statue Stele sono straordinarie statue menhir dai tratti antropomorfici molto stilizzati trovate in tutto il territorio lunigianese (sono forse loro a definire la Lunigiana?) e arrivate a noi dall’Eneolitico (fine IV millennio a.C.). Queste parenti di altre statue stele rinvenute in Corsica, Sardegna, Puglia, Valcominica, sono state trovate quasi sempre in modo del tutto casuale, come nel caso del guerriero di Sorano, e raccolte nel museo del Piagnaro a Pontremoli, e anche in alcuni esemplari nel Castello di San Giorgio alla Spezia.

Risalgono all’età del ferro le importanti testimonianze della presenza dei Liguri Apuani, spesso all’origine della fondazione di molti borghi della Lunigiana, dalle vette ai piedi delle Alpi Apuane fino al mare. È opinione diffusa che l’attuale Pontremoli sia in origine l’antichissima Apua, la città dei Liguri. Nei ritrovamenti anche più recenti sul Monte Caprione alle spalle di Lerici, sono davvero significativi i reperti che evidenziano la storia di questa orgogliosa popolazione di indomiti guerrieri, in parte contaminata negli usi dai celti e dagli etruschi. Combatterono fieramente contro i Romani, fino a subirne la sconfitta nel 186 a.C.: “si stancarono prima gli Apui di inseguire, che i romani di fuggire“, secondo alcuni storici. In seguito a questa sconfitta, i Liguri furono deportati in massa dai Romani nel Sannio, mentre Roma colonizzava Luni.

Il Medioevo è l’epoca di maggiore espansione e crescita economica del territorio della Lunigiana, in particolar grazie alle vie di comunicazione che univano il nord Italia con il mare. Anche il Cristianesimo trova la sua strada dall’importante abbazia monastica di Bobbio fondata da San Colombano con la costruzione di molti monasteri lungo tutta la Lunigiana e fino alla fondazione dei monasteri sull’Isola Palmaria e alle Grazie. Olio, legname, spezie, vino, sale erano le merci trasportate sul fiume Magra e verso il mare. In questo contesto nasce il dominio della famiglia Malaspina, protagonista della difesa, con la costruzione di importanti fortificazioni lungo tutte le vie di comunicazione, e del controllo politico dell’intera area. È del 1201 la divisione tra il “ramo secco” e il “ramo fiorito” della casata, divisi dal corso del Fiume Magra. E del 1306 la visita di Dante, ospitato in Lunigiana dai Malaspina dello Spino Fiorito per firmare un’importante Pace che definiva le continue divisioni dei territori.

Pontremoli, la “capitale” della Lunigiana

Per fare un salto nel passato e capire la Lungiana in poche ore, una visita di Pontremoli è l’ideale, perché della regione storica può essere considerata il centro nevralgico. Oggi il comune più settentrionale della Toscana, la sua posizione strategica pedemontana, vicino alle sorgenti del fiume Magra, ne hanno decretato l’importanza commerciale e politica per tutta la regione. Da Pontremoli passa anche la Via Francigena, via di pellegrinaggio verso Roma dal nord Europa, ed era chiamata Pontremel nell’arcidiocesi di Canterbury, da cui la Via partiva. L’itinerario di Sigerico del X secolo segna il borgo come 31° tappa del pellegrinaggio. Per questo motivo, importantissimi sono i centri religiosi della cittadina, come il suo Duomo, dalla ricca architettura barocca, e la torre campanara, simbolo della città.
Alcuni funesti passaggi storici si segnalano nelle iscrizioni cittadine, come quella di Carlo VIII, che la saccheggiò durante la sua discesa in Italia alla conquista del Regno di Napoli, e il passaggio che Federico II fece con il prigioneira Pier della Vigna, consiglilere caduto in disgrazia. Proprio a Pontremoli lo torturò, fino a farlo accecare.

Pontremoli vista dal Castello del Piagnaro

Altro punto di riferimento di Pontremoli per la sua importanza militare e commerciale, è il Castello del Piagnaro, che venne costruito come fortezza difensiva dagli obertenghi nel 1200. Il suo nome contiene un riferimento alle “piagne”, le mattonelle utilizzate per costruire i tetti. Pur avendo subito innumerevoli incursioni, è ancora in ottimo stato. Conserva ed espone la più interessante collezione di statue stele lunigianesi.

Importante città di scambi commerciali e di mercato, a Pontremoli sono tradizionali le trattorie di ottimo cibo locale, amate dai locali e da tutti gli abitanti della Lunigiana per degustare tutte le specialità locali, i panigacci e i testaroli, le ricette a base di castagna. Mentre nel caratteristico caffè storico degli Svizzeri in stile Art nouveau, è un must la sosta per assaggiare gli Amor.

A Pontremoli si svolge annualmente il celebre premio letterario Bancarella, ispirato all’importante tradizione libraia della Lunigiana, in particolare della vicina Monteriggioni, patria di importanti librai, tra i primi bancarellisti viaggiatori.
Altre manifestazioni come Medivalis, festa di ambintazione storica, e il Falò di San Nicolò, disfida storica di falò tra le fazioni di San Nicolò e San Geminiano sono molto sentite e spettacolari.

Lunigiana, cosa fare

La Lunigiana, con la sua storia, la sua natura e le sue tradizioni offre tantissime possibilità per visite e soggiorni all’insegna della cultura e dell’outdoor. Anche per chi ama il relax e la buona cucina ci sono numerose cose da fare in Lunigiana.

10 cose da fare in Lunigiana

  • Visitare almeno un castello, per esempio quello di Fosdinovo, protagonista di una delle più note leggende di Lunigiana
  • Assaggiare i testaroli e confrontarli coi panigacci
  • Assaggiare la pattona, il castagnaccio, o altre specialità della cucina lunigianese a base di farina di castagne
  • Visitare Pontremoli, per comprendere la storia
  • Percorrerla in e-bike, per viverne appieno la natura, gustarne la bellezza tra montagne, mare e fiumi
  • Attraversare gli Stretti di Giaredo, tra le sue bellezze naturali più impressionanti
  • Assaggiare gli Amor al Caffè degli Svizzeri
  • Visitare la Pieve di Filattiera, antichissima testimonianza dell’importanza della Via Francigena, che ospita la Statua Stele del Guerriero di Sorano
  • Andare a conoscere le Statue Stele, al castello del Piagnaro o al Castello di San Giorgio alla Spezia
  • Mangiare i funghi in una trattoria tipica

Leggende di Lunigiana, terra di mezzo

Le leggende di Lunigiana sono tantissime, alimentate dall’aura magica che si sprigiona nelle strade dei suoi borghi, nei suoi castelli. Per lo più, sono racconti di fantasmi e streghe, come accade nelle terre di mezzo che spaventano, alimentano la tensione a chi è di passaggio tra il territorio conosciuto e qullo oltre il confine, che chissà cosa riserverà.
Ecco allora che le streghe si radunano a Monti sotto una quercia detta “di Morian”, che i folletti si divertono a intrecciare le code di cavallo e fare altri dispetti, draghi e serpenti animano le notti a Licciana Nardi.
A Pontremoli, le leggende su uomini affetti da licantropia sono molto accreditate, e i racconti del Lupo Mannaro del Castello del Piagnaro sono terrificanti.
All’interno del palazzo che ospita il centro studi Malaspina di Mulazzo, si narra di terrificanti incontri con presenze misteriose, che in molti riconducono alla vicenda della sfortunata Fanciulla violata del castello di Mulazzo dal signorotto Francesco di Malaspina.