La Spezia, tra poeti e pirati

La Spezia, città della Riviera ligure di Levante, si scopre più di un semplice passaggio per le vicine Cinque Terre, benché la sua posizione sia strategica per i collegamenti più diretti con le più rinomate mete turistiche. Ci sono tante cose che si possono fare a Spezia che non lasceranno delusi chi decide di soggiornarvi. L’atmosfera vivace e allo stesso tranquilla della città marinara saprà coinvolgere anche chi vuole trascorrervi solo qualche ora.


Il Golfo dei Poeti, di cui la città è al centro, è una profonda baia di grande bellezza naturale, scelta da tanti poeti nel corso della storia per dimorarvi e per inspirarsi. Ma le coste del Golfo sono state nei secoli anche infestate da incursioni piratesche che le depredarono in tantissime occasioni. Poeti e pirati hanno lasciato certamente il loro segno in questa città, e ne contendono l’anima, tutta da scoprire.

La Spezia: un po’ di storia

Verso la metà del XII secolo il borgo della Spezia era già conosciuto, come testimoniano i primi documenti commerciali della storia della città risalenti all’1160. Nicolò Fieschi apparteneva ad una delle famiglie più potenti di Genova, ma a causa della guerra tra Guelfi e Ghibellini ormai diffusa in tutta Italia, fu costretto a fuggire e rifugiarsi, con l’aiuto dello zio Papa Innocenzo IV, proprio a La Spezia. Giunto in città iniziò a costruire il castello San Giorgio con l’intenzione di creare una Signoria, comprendente molti altri territori della Riviera Ligure di Levante. Genova, non potendo tollerare tale minaccia, inizio una guerra ai Fieschi che terminò nel 1276 con la vittoria della Repubblica. Da allora fino al 1797, La Spezia e tutto il suo golfo restarono sotto il dominio della potente Repubblica Marinara genovese.

Nonostante la sconfitta, La Spezia acquisì un ruolo di guida nei confronti degli altri centri abitati del Golfo, grazie anche al suo fiorente commercio di sale. La città, a quel tempo, era circondata da mura e il castello costruito da Nicolò Fieschi fu, nel corso dei secoli, ampliato e migliorato. Temendo che il Golfo della Spezia potesse cadere in mani nemiche, dalla metà del XVI secolo la Repubblica di Genova realizzò un programma difensivo che comportò la costruzione di massicce fortificazioni nei punti strategici del Golfo. Ancora oggi, chi arriva in città dal mare, può osservare la Torre Scola (“Torre Scuola”) all’estremità orientale dell’isola Palmaria, i forti di “Santa Maria”, “Varignano” e del “Pezzino” lungo la costa occidentale del Golfo. A testimonianza dell’importanza strategica acquisita, in 1576 Spezia divenne la sede di capitaneria, che fu una delle otto “sedi principali” della Repubblica di Genova.

All’inizio del diciassettesimo secolo le mura della città furono ampliate: oggi, in Via Prione all’angolo con Via Cavallotti, è possibile vedere una parte di esse. Genova, tuttavia, non ha mai dato a La Spezia la possibilità di espandere realmente i suoi commerci e e la vita economica della città si è prosciugata: le dimensioni della città sono rimaste immutate per molti secoli, nell’area del rettangolo di 250×300 mq una popolazione di 2.000 – 2.500 abitanti lo stesso per molto tempo.

Nel 1797 la Repubblica di Genova fu conquistata da Napoleone e con l’arrivo dei francesi, si aprì un nuovo capitolo per la città spezzina. Napoleone decise di costruire sulla costa occidentale del Golfo un grande arsenale navale. I progetti francesi furono eseguiti solo su carta perché la rapida caduta di Napoleone fermò la realizzazione delle opere. Nel 1815 la Liguria passò sotto il governo del Regno di Sardegna, ma la vera rivoluzione urbana della Spezia avvenne solo con l’Unificazione del Regno d’Italia, nel 1861.

Un dipinto di Agostino Fossati che mostra il litorale spezzino a metà’800

L’allora Primo Ministro, Camillo Cavour, che voleva fortemente dotare il nuovo stato di una flotta militare ampia e moderna, scelse La Spezia come un centro cardine per la realizzazione del progetto. I lavori per la costruzione dell’arsenale iniziarono nel 1862 e terminarono nel 1869. Fu un’opera enorme: la vecchia città fu parzialmente distrutta per adeguare gli spazi della nuova struttura; furono costruiti interi quartieri, alcuni dei quali destinati ad accogliere gli oltre 8.000 lavoratori impiegati all’interno dell’arsenale; furono aperte nuove strade, furono costruiti una linea ferroviaria e nuovi impianti industriali intorno alla città. I 5000 abitanti che vivevano a La Spezia nel 1861 diventarono più di 100.000 nei primi anni del XX secolo. Durante la seconda guerra mondiale La Spezia fu pesantemente bombardata, essendo un obiettivo strategico militare di primaria importanza, e questo risulta il motivo per cui oggi, passeggiando per le strade del centro, si alternano facilmente edifici vecchi con edifici di recente costruzione.

I Musei della Spezia, per una visita culturale

Una giornata di pioggia che non lascia andare in spiaggia? Voglia di scoprire storia e cultura locali? Di vedere collezioni di altissimo valore? I musei della Spezia lasciano spazio alla voglia di conoscere ed approfondire a tutti coloro che lo desiderano.

Museo Navale e della tecnica
Via G. Amendola, 1; biglietto: 1.55€; dalle 8.00 alle 19.30 da lunedi a domenica

l Museo Navale della Spezia raccoglie un ricco patrimonio di testimonianze di civiltà, tecnologia e cultura, legati alla storia navale della nautica dalle origini fino ad oggi: modelli, mappe, polene, medaglie, bandiere navali, armi militari e fornisce uno sguardo sull’evoluzione tecnica legata al mare e alla navigazione.

Museo Amedeo Lia – Collezione d’arte italiana dal XIII al XVIII secolo
Via del Prione, 234; biglietto 7€ da Martedi a Dimenica dalle 10 alle 18

Il Museo civico “Amedeo Lia” ospita una delle più prestigiose collezioni d’arte internazionale classica e della tarda antichità, dal Medioevo e infine al Settecento. In particolare, la cosiddetta sezione “primitiva” è una vera gemma con oltre settanta tavole di vari artisti; anche molti gouaches dipinti (tra cui Vincenzo FoppaPontormoTizianoTintorettoSebastiano del PiomboGiovanni CarianiGentile e Giovanni BelliniBernardo BellottoCanaletto).

Camec  – Centro di arte Moderna e Contemporanea
Piazza C. Battisti, 1; biglietto 5€; da Martedi a Domenica dalle 11 alle 18

CAMeC è il Museo di arte contemporanea della Spezia, che ospita un’importante collezione donata alla Città della Spezia dai collezionisti Giorgio e Ilda Cozzani di circa 1200 tra sculture, disegni e dipinti, oltre ad una imponente collezione di arti grafiche del XX secolo. Il museo ospita inoltre mostre temporanee e raccoglie le opere del “Premio Golfo della Spezia”, un concorso artistico nazionale iniziato nel 1933, curato da Filippo Tommaso Marinetti e Fillia, importanti esponenti del movimento artistico del Futurismo

Museo del Sigillo – Collezione di sigilli da tutto il mondo
Mercoledi e Giovedi dalle 15 alle 18 da Venerdi a DOmenica 10-13 /15-18; chiuso Lunedi e Martedi. Biglietti: 3,5€

Ospitato nell’edificio neogotico del Palazzo dell’Arte “Lucio R. Rosaia” nella centralissima Via Prione, il Museo Civico del Sigillo espone millecinquecento sigilli che vanno dagli esemplari del IV millennio a. C., dell’Egitto e poi della Roma Imperiale, nella raccolta più completa di sigilli mai assemblata. La collaborazione con l’Archivio Segreto Vaticano, l’Archivio della Città Proibita a Pechino e la Maison Lalique di Parigi ha permesso di selezionare lo straordinario materiale e di realizzare, secondo gli esperti di sigillografia, una collezione unica nel suo genere in termini di qualità e quantità.

Museo Etnografico – Mteriali e manufatti artistici da Lunigiana e Val di Vara, a partire dal 18° secolo.
Via del Prione, 156 – martedi, 10.00-12.30 da Venerdi a Domenica 10-12.30/16-19

Al Museo Etnografico della Spezia sono esposti materiali permanenti di tradizione popolare della Val di Magra e della Val di Vara,  dalla metà del Settecento fino ai primi decenni del Novecento. Questi elementi della vita sociale e delle comunità rurali quotidiane della zona, profondamente mutate in seguito all’industrializzazione, offrono ai visitatori un’interessante sintesi di vita in Lunigiana nel XVIII secolo e all’inizio del XX secolo. Emerge un insieme semplice ma ricco di antiche usanze, rituali, credenze; un artigianato sapiente, capace di trasformare oggetti d’uso quotidiano in piccoli capolavori artistici.

Il museo è particolarmente notevole e ricco nella sezione tessile che espone i costumi tradizionali del diciannovesimo secolo, tra cui abiti da festa delle donne della Spezia, Sarzana e Cinque Terre, con gonne in tessuto turchese intrecciate con il tessuto locale, antenato dei leggendari jeans (la parola forse significa genovese- da Genova).

Notevole anche la sezione che documenta i gioielli in filigrana d’oro, da indossare nei giorni festivi, e la manifattura locale con croci d’argento, da cui le donne non si separavano mai mentre lavorano nei campi. Vengono anche mostrati i singolari cappelli di rafia intrecciati femminili, le cui minuscole dimensioni avevano meravigliato i viaggiatori britannici del secolo scorso che visitavano la zona. Ma anche strumenti domestici, offerte votive di devozione popolare, oggetti legati al regno della superstizione, gli strumenti dell’agricoltura o pastorizia, i mobili e gli arredi della casa, gli strumenti intagliati della filatura e della tessitura, gli oggetti delle doti delle donne date in sposa. Tutti gli elementi sono, per la loro collezione di antichità e la loro originalità, un repertorio di raro fascino e sottile seduzione.

La sala delle Polene del Museo Navale della Spezia