Visita la Cantina delle Cinque Terre, 50 anni di valorizzazione del territorio.

In molti dicono che la Liguria si guarda dal mare. L’elemento sul quale la terra si affaccia, molto spesso con architetture accorte, di difesa, è quello nel quale immergersi per capire la costa. L’azzurrità non è una cornice per la Liguria, è l’anima che la descrive, che la conosce bene.

Navigando al largo delle Cinque Terre, allora, forse potremo capirle meglio. Forse quello che possiamo vedere è che le Cinque Terre non sono solo “piccoli paesi con le casette colorate e aggrappate alla costa rocciosa”, un panorama da cartolina un po’ troppo caratteristico. Il Patrimonio Unesco ligure che attrae viaggiatori da tutto il mondo visto dal mare appare come un complesso paesaggio umano e naturale connesso alla coltivazione della terra, dell’olivo e della vigna. Le caratteristiche linee regolari dei terrazzamenti che attraversano le montagne sono la soluzione che gli “eroici” coltivatori dei vigneti hanno trovato alla forte pendenza del terreno e alla difficoltà del loro lavoro, salendo e scendendo tra mare e montagne.

Manarola nelle Cinque Terre vista dal mare

Il vino delle Cinque Terre e la cultura della vinificazione locale è quindi forse il più grande racconto, lo “storytelling” più autentico che descrive il paesaggio delle Cinque Terre, la sua dipendenza dalla terra più che dal mare, ma che dal mare trae la linfa vitale.

50 anni di Cantina delle Cinque Terre, l’Unione fa la Forza!

Nel 1973, 50 anni fa, i produttori vinicoli delle Cinque Terre si univano nella Consorzio del Vino delle Cinque Terre per produrre il DOC locale. Quello che stava accadendo nell’ultimo trentennio del secolo scorso, come in molte altre aree rurali d’Italia, era lo spopolamento dell’area e l’abbandono dei vigneti a favore della vita nelle città, a posti di lavoro meno esposti alle intemperie, a una vita più comoda. Un insediamento millenario che si estendeva all’inizio del Novecento su una superficie vitata di oltre 1.000 ettari, progressivamente diminuita (tuttora se ne preserva circa un decimo).

Il lavoro che il consorzio dei viticoltori si proponeva nel 1973, era ed è fermare l’abbandono del territorio, valorizzare le caratteristiche dei vitigni locali e proteggere l’ambiente, la biodiversità e la bellezza delle Cinque Terre. Il recupero del passato per guardare al futuro, riportando l’agricoltura al centro di una strategia condivisa di sviluppo sostenibile è stata la missione in anni in cui ancora si parlava poco di questi temi. E prosegue oggi rafforzata da una sensibilità maggiore, e anche da una nuova volontà di produrre vini nuovi e al contempo tradizionali di giovani produttori.
La crescente popolarità internazionale del marchio Cinque Terre DOC e la tutela delle denominazioni di origine controllata “Cinque Terre” e “Cinque Terre Sciacchetrà”, sono riconosciute ufficialmente e apprezzate in tutto il mondo.

Oltre duecentoventi sono i soci del Consorzio, proprietari di oltre 46 ettari di vigneti distribuiti in uno dei distretti D.O.C. più autentici al mondo.
Lo spirito di aiuto reciproco proprio del gruppo permette ai produttori di tutelari a vicenda da logiche di speculazione sul territorio, e di aiutarsi nella sua preservazione dello stesso, per esempio di quei caratteristici muretti a secco che, oltre a rendere il panorama dal mare unico, aiutano il lavoro nelle vigne.

ESPERIENZE

La visita alla Cantina delle Cinque Terre

Scopri i procedimenti di coltivazione e raccolta dei vini D.O.C. delle Cinque Terre e i processi di essiccazione del famoso Sciacchetra, un eccezionale vino passito prodotto in piccole quantità. Infine, goditi la degustazione di tre vini bianchi e un bicchiere di Sciacchetra con i produttori.

Questa esperienza è più di una semplice visita con degustazione; è un vero mix di cultura enologica, profumi e sapori, mentre scopri la produzione di vino che fa la differenza, dalla coltivazione alla produzione, dall’imbottigliamento alla degustazione, in compagnia di uomini e donne che conoscono il valore della tradizione e sanno come trasmetterlo.